Crisi pesca professionale veneta; vertice in Consiglio regionale
(Arv) Venezia 25 gen. 2012 – “Dalle istituzioni venete, e soprattutto dalla Giunta regionale, deve partire un messaggio molto chiaro al Governo perché riveda la tassazione IVA sul gasolio utilizzato dai pescherecci e si impegni nei confronti di Bruxelles per ottenere la revisione dei regolamenti europei che penalizzano la pesca professionale veneta non tenendo conto delle sue peculiarità“. E’ questo, in sintesi, l’appello che i rappresentanti delle organizzazioni della pesca (Agrital, Lega Pesca, Col diretti/unci pesca, Federcoopesca Veneto) hanno rivolto a palazzo Ferro-Fini nel corso di un incontro con il presidente dell’assemblea Clodovaldo Ruffato e con i consiglieri Carlo Alberto Tesserin, Lucio Tiozzo, Gennaro Marotta, Pietrangelo Pettenò, Bruno Pigozzo e Roberto Fasoli. “Il forte malessere delle marinerie venete – è stato detto dai rappresentanti delle associazioni – nasce da molti fattori: l’entrata in vigore del nuovo sistema dei controlli e delle sanzioni, vessatorio e punitivo, la riduzione dei benefici fiscali e previdenziali della legge 30/98, gli aumenti del costo del carburante aggravati dall’introduzione dell’IVA sul gasolio”. Sullo sfondo rimangono i problemi insoluti dei regolamenti UE che penalizzano la pesca veneta con il divieto di pesca entro tre miglia dalla costa e con l’introduzione di reti a maglie larghe valide per le specie ittiche dei mari del Nord e l’Atlantico ma non per quelle dell’Adriatico”.
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