INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA Presentata l’8 settembre 2011 dai consiglieri regionali Sinigaglia, Puppato, Bortoli, Ruzzante, Fasoli, Fracasso, Pigozzo, Reolon, Tiozzo.
Premesso che:
l’art. 3 della legge n. 193 del 22 giugno 2000, “Norme per favorire l’attività lavorativa dei detenuti”, prevede la concessione di sgravi fiscali per le imprese che assumono lavoratori detenuti o che svolgono attività di formazione nei confronti dei carcerati;
modalità ed entità degli sgravi fiscali, secondo l’art. 4 della l. 193/2000, “sono determinate annualmente (…) con apposito decreto del Ministro della Giustizia da emanare (…) entro il 31 maggio di ogni anno”.
Considerato che:
come denunciano i presidenti delle cooperative sociali Il Cerchio di Vicenza e AltraCittà di Padova in un comunicato pubblicato da Ristretti Orizzonti – rivista e sito internet promossi dall’Associazione Granello di Senape di Padova – il 5 settembre 2011, le cooperative sociali del Triveneto che danno lavoro ai detenuti, hanno ricevuto una mail firmata dal Provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige;
nella mail veniva reso noto che per “non superare il budget annuo assegnato dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria” al Provveditorato regionale per il Triveneto, ogni cooperativa “potrà richiedere per il periodo agosto-dicembre, per sgravi fiscali, un importo complessivo non superiore a” una cifra determinata e indicata per ciascuna impresa sociale;
per le cooperative che offrono lavoro ai carcerati al fine di un loro reinserimento sociale, gli sgravi fiscali previsti dalla legge 193/2000, rappresentano un’importante boccata di ossigeno;
secondo il comunicato pubblicato da Ristretti Orizzonti, le cooperative si vedranno presto costrette a licenziare un’importante quota di lavoratori detenuti dato che, con il credito indicato nella mail del 5 settembre dal Provveditorato del Triveneto, le “imprese sociali” potranno operare al massimo fino a ottobre;
il comunicato afferma inoltre che a gennaio 2011 le direzioni degli istituti penitenziari avevano assicurato alle cooperative sociali che non ci sarebbero state contrazioni del credito;
la mail del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per il Triveneto, quindi, oltre ad avere un’azione retroattiva – visto che il periodo cui fa riferimento riguarda anche il mese di agosto – smentirebbe le affermazioni delle direzioni degli istituti penitenziari;
le carceri italiane e venete stanno vivendo periodi più bui e drammatici: le condizioni di vita sono estreme per il sovraffollamento e per le condizioni igienico-sanitarie e i suicidi sono all’ordine del giorno;
per i detenuti gli unici agganci con il mondo esterno sono rappresentati proprio dalle cooperative sociali che insegnano loro un’occupazione e li inseriscono gradualmente nella realtà lavorativa, accompagnandoli anche nei mesi successivi alla cessazione dello stato di detenzione;
tagliare risorse a questo settore proprio in un periodo così difficile per gli istituti penitenziari denota totale cecità, mancanza di sensibilità e di lungimiranza.
Tutto ciò premesso,i sottoscritti consiglieri regionali interrogano la Giunta regionale per sapere:
se intenda verificare la reale situazione relativa agli sgravi fiscali rivolti alle imprese e alle cooperative sociali che offrono lavoro e formazione ai detenuti;
se intenda rendersi parte attiva nei confronti del Governo al fine di ristabilire sgravi fiscali tali da permettere alle imprese e alle cooperative sociali di portare a compimento i progetti di formazione e di inserimento lavorativo senza essere costrette a licenziare lavoratori detenuti.
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