In questi giorni, assieme ad altri Consiglieri regionali, abbiamo presentato una mozione che vuol stimolare la Giunta regionale a mettersi attivamente in campo per dar vita ad un tavolo di lavoro con Eni ed evitare la chiusura della raffineria di Porto Marghera. Ecco il testo della mozione:
Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che :
- L’Eni ha comunicato nei giorni scorsi la fermata di sei mesi degli impianti di raffinazione a Porto Marghera con la conseguente messa in cassa integrazione di circa 300 lavoratori a partire dal prossimo Novembre per un totale di 353dipendenti diretti e 780 complessivi tenendo in considerazione l’indotto permanente.
- La chiusura della raffineria provoca chiusure in altri settori della produzione chimica nel sito Veneziano e mette in difficoltà centinaia di aziende dell’entroterra veneto che si riforniscono di materie prime da quel sito produttivo.
Dal momento che :
- La Raffineria di Venezia è situata nell’area industriale di Porto Marghera, occupa una superficie di circa 110 ettari ed ha una capacità di raffinazione bilanciata di 70 mila barili/giorno.
Visto che :
- I prodotti finiti (gasoli, benzine, kerosene, gpl, olio combustibile, zolfo e bitume) attualmente coprono il 65% del fabbisogno del mercato del Nordest. Vengono riforniti oltre 1200 punti vendita in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, oltre ad Austria e Slovenia, mediante autobotti e ferro-cisterne.
I sottoscritti consiglieri chiedono
che la Giunta Regionale convochi un tavolo tra le parti sociali ed ENI per capire quale è la loro posizione affinché la raffineria di Porto Marghera rimanga in funzione e non venga sospesa in alcun modo l’ attività di produzione.
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