Tutti insieme a tutela della sanità veneta.

Ieri tutti noi 19 consiglieri regionali dei gruppi di opposizione (Pd, Idv, Udc, Federazione Sinistra , Unione Nord Est e Bortolussi) abbiamo chiesto la seduta straordinaria del Consiglio regionale veneto sulla situazione finanziaria della sanità e abbiamo proposto un documento col quale intendiamo incalzare la maggioranza sia per quanto riguarda la necessità di chiarezza sulla situazione attuale ma anche impegnando la  Giunta a presentare entro il 21 dicembre 2010, una proposta di nuovo piano sociosanitario da approvare entro il 30 giugno 2011.

Ecco il testo della risoluzione:

In questi ultimi mesi sono state fornite dal Presidente Zaia e dall’assessore Coletto numerose notizie destabilizzanti sulla situazione economica e finanziaria della sanità veneta;  la stampa ha riportato a più riprese affermazioni e accuse reciproche tra l’attuale Presidente della Regione e il precedente, nonché tra le forze politiche del centro-destra che hanno giocato al proprio interno al classico scarica barile sulle gravi responsabilità emerse nei conti della sanità in Veneto; sulla base delle dichiarazioni di esponenti del centro-destra sta emergendo che l’ammontare del buco è addirittura superiore al miliardo di euro!; a ciò si aggiungono i provvedimenti del Governo che con la manovra correttiva prevede 352 milioni in meno per il Veneto; inoltre l’applicazione del patto per la salute 2010/2012 prevede la diminuzione di 2000 posti letto e trasferimenti dal Fondo Sanitario insufficiente per coprire il fabbisogno; l’addizionale Irpef, eliminata dalla precedente Giunta regionale in vista delle elezioni, qualora fosse riapplicata per coprire il forte disavanzo di alcune ulss come si paventa in questi giorni; diverrebbe un vergognoso inganno a danno dei veneti. Ciò che sconcerta è la mancanza di trasparenza nei bilanci delle sanità veneta al punto che lo stesso Presidente Zaia ha recentemente dichiarato:“sono entrato in una stanza buia e voglio far chiarezza”.

Considerato che :

è assolutamente necessario che i conti siano in ordine, che i bilanci siano privi di artifici contabili, che la spesa sia tenuta sotto controllo, che vi sia equità nelle risposte ai territori, che siano operate scelte lungimiranti sui nuovi ospedali, sulla sanità convenzionata e privata nonché sulle strutture comunitarie e su quelle intermedie;

anziché limitarsi alla modifica delle schede ospedaliere e all’aggiornamento del riparto della spesa, la Regione deve tornare a svolgere, dopo oltre dieci anni di attesa, la funzione che le è propria: il nuovo piano socio sanitario non è più rinviabile.

Tutto ciò premesso, il Consiglio Regionale impegna la Giunta regionale

1 – Ad avviare il confronto sul nuovo piano socio sanitario, prevedendo:

  • La riorganizzazione dei servizi per garantire l’evoluzione del modello Veneto;
  • La continuità assistenziale e l’integrazione dei servizi sociosanitari;
  • Il potenziamento degli ospedali di comunità e delle strutture intermedie;
  • La chiusura della fase della sperimentazione sulla riorganizzazione della medicina di base mettendo a regime in tutta la regione un nuovo modello di cure primarie;
  • La definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS).

2 – A presentare, a conclusione del confronto di cui al punto precedente, e comunque entro il 21 dicembre 2010, una proposta di nuovo piano sociosanitario da approvare entro il 30 giugno 2011.

3 – Ad attivare il servizio ispettivo sulle erogazioni delle prestazioni diagnostiche e specialistiche della sanità convenzionata, in quanto attualmente il tetto di spesa viene superato già a settembre.

4 – A finanziare il Fondo per la non autosufficienza, oggi assolutamente inadeguato, prevedendo un incremento di almeno 300 milioni di euro per garantire il potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata, degli assegni di cura, dei centri diurni e le impegnative di residenzialità per gli anziani e quelle per l’inserimento dei disabili nei Ceod e nelle comunità alloggio.

5 – Ad approvare entro il 2010 la legge di riforma delle IPAB, che costituiscono un patrimonio da valorizzare e non da espropriare alle comunità locali, affinché le future Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona diventino polo di attenzione e di continuità delle cure nel territorio, trasformandole anche in luogo di erogazione di servizi di assistenza domiciliare nonché spazi per strutture intermedie, per la lungodegenza e per accoglienze programmate.

6 – A rivedere i project financing in corso che, oltre a condizionare pesantemente la futura programmazione socio-sanitaria, rischiano di sottrarre risorse ingenti per l’erogazione di servizi assistenziali e sanitari.

7 – A dare immediata risposta al progetto per il nuovo polo della salute di Padova per continuare a garantire strutture e servizi di eccellenza.

Download PDF RISOLUZIONE SANITA 14 OTTOBRE 2010

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Sanità veneta al verde – Intervista Lucio Tiozzo



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