Tirrenia di Navigazione S.p.A. è una storica compagnia di navigazione italiana dapprima controllata da Finmare e poi dal 2002 controllata da Fintecna, con sede e direzione generale a Napoli e che, nel settembre 2004, ha assorbito tramite “fusione per incorporazione” la altrettanto storica Società Adriatica di Navigazione S.p.A. di Venezia (sorta nel 1936), mantenendo in loco una sede distaccata denominata Divisione Adriatica ed un gruppo di amministrativi pari a 20 unità e l’iscrizione al comparto marittimo di Venezia di circa 300 marittimi;
- queste società dell’allora Gruppo Finmare e poi successivamente della sola Tirrenia, con le società regionali marittime Caremar, Toremar, Saremar e Siremar (e la Divisione Adriatica), operavano ed operano nel mare Tirreno e nel mar Adriatico, con navi merci e passeggeri, collegando diversi porti italiani e del mar Mediterraneo;
- al momento della fusione per incorporazione di Adriatica in Tirrenia la società disponeva di 14 navi e 41 amministrativi (nel 1985 l’organico era di 170, ridottosi a seguito di prepensionamenti e blocco del turnover);
- successivamente a tale data tutte le navi della flotta Adriatica e ampie porzioni del palazzo storico veneziano dove veniva ospitata la società (palazzo Molin), sono stati venduti per “fare cassa”, ad eccezione di tre navi ora impiegate e di venti amministrativi, risultato di azioni mirate al trasferimento volontario e all’incentivazione alla fuoriuscita;
- l’allora contratto di servizio/convenzione per Adriatica necessitava di un esborso da parte dello stato di circa 40 milioni di euro a fronte di un fatturato di circa 100 milioni di euro, con navi che nel 2008 avrebbero raggiunto l’estinzione dei mutui, in un contesto commerciale concorrenziale nel versante Adriatico tra i porti Italiani di Trieste, Venezia, Ancona e Bari con quelli di Croazia, Albania, Montenegro e Grecia e nel servizio di Autostrade del Mare, tra i porti di Venezia e Ravenna con Catania in Adriatico e di Genova con Termini Imprese nel Tirreno;
- il contratto di queste società con lo Stato tramite la Fintecna era regolato attraverso dei contratti di servizio/convenzioni ventennali, scadute il 31 dicembre 2009;
- l’attuale struttura della Divisione Adriatica è composta da 4 uffici coordinati da un dirigente capodivisione, con personale che ha maturato esperienze in tutti i settori aziendali.
Considerato che:
- a fine anno 2009 è stata attivata una procedura per la privatizzazione della compagnia di navigazione Tirrenia e delle Società regionali, provvedendo a far passare a titolo gratuito le società regionali che ne avevano fatto richiesta, sotto il controllo delle relative Regioni, mentre per la capogruppo Tirrenia si è provveduto all’avvio di una procedura di privatizzazione con emissione di bando di gara;
- le Regioni che hanno manifestato l’intenzione di prendersi carico delle relative società marittime sono state le Regioni Sardegna, Campania e Toscana, mentre la Regione Sicilia ha preferito partecipare alla acquisto di Tirrenia e della Siremar, attraverso la gara pubblica che si è completata il 28 giugno 2010, con un’unica offerta vincolante per l’acquisto che vede all’interno della Holding costituita, anche la Regione Sicilia, con un 37 per cento del capitale sociale investito nella stessa, divenendone il socio di maggioranza relativa;
- i sindacati del settore sono venuti a conoscenza, senza che vi fosse una trattativa tra le parti, che la Tirrenia, in fase di privatizzazione, aveva dichiarato ben 350 esuberi da distribuirsi tra lavoratori marittimi ed amministrativi e una ulteriore richiesta di sovvenzioni di servizio per 12,5 milioni di euro per il 2010;
- con questo contesto e con il numero di esuberi dichiarati da Tirrenia, una realtà come quella di Venezia rischia di essere tra quelle più esposte nell’ambito di una non omogenea privatizzazione della stessa società, nonostante le ottime performance del porto di Venezia, sia nel settore del trasporto merci che ancor più nel settore del trasporto passeggeri;
- lo Stato italiano, attraverso la Società Adriatica di Venezia, ha potuto negli anni, intessere importanti rapporti diplomatici e commerciali con il Libano, la Siria, l’Egitto e con i vicini Paesi che si affacciano sull’altra sponda del mar Adriatico e dello Ionio. In particolare, le navi dell’Adriatica sono state impiegate per le missioni di pace dei primi anni ’80 in Libano e per portare gli aiuti umanitari legati alla ricostruzione post bellica dei primi anni ’90 in Paesi quali Croazia, Montenegro ed Albania. Proprio in quest’ultima nazione, l’opera dello Stato italiano, tramite l’“operazione Pellicano”, è stata determinante e la si è potuta realizzare grazie anche alla collaborazione dell’Adriatica di navigazione, la quale è stata per parecchi anni l’unico vettore navale, costruendo navi dedicate alla linea ed investendo su un collegamento navale che oggi è fiorente, sia per quanto concerne il trasporto merci, che quello passeggeri;
- lo scorso 21 giugno 2010 anche il comune di Venezia, con l’approvazione di un ordine del giorno condiviso tra tutte le forze politiche, ha indicato quale priorità la salvaguardia di questa storia e di questo patrimonio per la città di Venezia;
- forte preoccupazione regna tra i dipendenti sulla continuità occupazionale e sul futuro del Gruppo a causa dello scenario che si presenta quanto mai incerto e nebuloso, anche a dispetto del fatto che chi rileverà il Gruppo ne acquisirà anche la “dote” di contributi statali previsti per l’effettuazione del servizio universale, pari a circa 1.300 milioni di euro per i prossimi dodici anni.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri regionali interrogano la Giunta regionale per sapere:
- in che modo la Regione Veneto intenda salvaguardare i livelli occupazionali della Divisione Adriatica della Tirrenia S.p.A. nel delicato passaggio di privatizzazione;
- se intenda coinvolgere gli attuali vincitori della gara perché rilancino, oltre al marchio Tirrenia, anche il marchio della Società Adriatica di Navigazione di Venezia, varando un piano complessivo economico, finanziario e industriale per il rilancio dell’attività di cabotaggio marittimo da e per Venezia, visto lo sviluppo portuale del porto di Venezia in seno al traffico merci e passeggeri; ricercando partnership con altri privati presenti nella dorsale adriatica.
Download PDF INTERROGAZIONE 17 – 07 LUGLIO 2010
Ecco la risposta della GIunta regionale:
